Recensione “Come Rocky Balboa”, di Duccio Forzano

Buona sera ai miei lettori,

oggi vi parlerò di un libro talmente bello e “pieno”, che recensirlo mi sta risultando difficile proprio perché nessun commento su di esso, per quanto dettagliato, potrà rendere a pieno giustizia del suo valore.

Duccio Forzano

Titolo: Come Rocky Balboa

Autore: Duccio Forzano

Casa editrice: Longanesi & C.

Scheda dell’autore

Duccio Forzano è nato nel 1960 a Genova. Notato da Claudio Baglioni, negli anni novanta dà inizio alla carriera che oggi gli permette di essere annoverato tra i registi più bravi in circolazione. Le sue collaborazioni sono innumerevoli: Panariello, Fiorello, Bonolis, Clerici, Morandi, Floris, Fazio e tanti altri. Dal 2015 fino al 2016 ha curato la regia di Che tempo che fa. Quattro edizioni del Festival di Sanremo hanno la sua firma: 2010, 2011, 2013 e 2014. Ha curato anche programmi come Vieni via con me, Quello che non ho, DiMartedì e Rischiatutto. È stato autore e regista di Io leggo perché. Oggi è alla guida di Politics su Rai Tre e dal 15 ottobre di un nuovo programma su RaiUno intitolato Le 10 cose, di cui è anche autore. Questo è il suo primo romanzo.

Recensione

“Come Rocky Balboa” racconta la storia di un ragazzino di tredici anni, di nome Duccio, abbandonato insieme al padre e ai suoi fratelli dalla propria madre. Comincia così il romanzo, che poi tutta finzione non è. Anzi.

“Come Rocky Balboa” traccia le line storte, curve, complicate, a volte quasi impossibili da credere, della vita di un ragazzo prima, di un giovane durante e di un uomo poi. L’arco temporale va dal 1967 fino al 2014. In questi anni il piccolo grande Duccio è cresciuto velocemente, perché era questa l’unica cosa che poteva fare: rimboccarsi le maniche e provare a vivere e vincere su un destino che sembrava già segnato.

È stata un’esistenza difficile la sua, circondata dalla povertà e da un rapporto complicato con un padre alcolista. Duccio, come Rocky Balboa, è chiamato ad incassare colpi durissimi da una vita che sembra non volergli dare alcuna possibilità. Si arrangia a fare qualsiasi lavoro fin da piccolo: il lavapiatti, il verniciatore di auto, l’operaio e così via.

La sua grande passione è sempre stata la musica, tanto che da grande sognava di mettere in piedi una band e forse ci sarebbe anche riuscito se il destino ancora una volta non gli avesse sferrato un pugno nello stomaco. Uno dei tanti. Poi la folgorazione davanti ad una telecamera e la presa di coscienza che quella sarebbe dovuta diventare la sua vita, a tutti i costi.

Mangia polvere Duccio, è costretto a subire tante, troppe umiliazioni, ma non si arrende e ancora una volta come Rocky, a trentacinque anni, mette a segno il punto giusto, quello vincente, grazie a Claudio Baglioni. Il punto che oggi gli permettere di essere Duccio Forzano, quel Forzano.

10373441_10201208547135181_193546320_oQuesta non è una storia inventata, ma è l’autobiografia, in alcuni punti romanzata, di uno dei registi televisivi più bravi in circolazione. L’occhio attento della Tv, quello che riesce attraverso delle immagini a raccontare, a far sognare ed emozionare.

Anche il suo libro non è da meno, tocca nel profondo, fa riflettere, fa scendere la lacrimuccia anche in punti impensabili. Ti spiazza, ti sconvolge, ti irretisce nella sua trama. Tra le sue pagine emergono la caparbietà, la testardaggine, l’attenzione, la voglia di provare a smettere di essere uno dei tanti e di farcela. Tutte caratteristiche che lo contraddistinguono da sempre.

Il Duccio di oggi è dato soprattutto dal Duccio di ieri, e tutto questo è raccontato in modo scorrevole e appassionato in queste 355 pagine.

Uno dei libri più belli e più veri che io abbia mai letto. “Come Rocky Balboa” ci insegna che nella vita bisogna combattere, a volte anche contro i mulini a vento, perché prima o poi un treno passa per tutti e noi dobbiamo essere pronti a saltarci sopra.

Ci fa capire che bisogna metterci impegno, passione e dedizione nelle cose che si fanno, prenderle tutte sul serio, anche quelle che ci capitano per caso e che sono solo un ponte tra quello che siamo e quello che vorremmo diventare.

Per chiudere, è sempre difficile dare un giudizio su di un libro quando chi l’ha scritto è qualcuno che si ha avuto il privilegio di conoscere. Proprio per questo ho fatto davvero molta fatica a scrivere queste righe, sono sincera.

Posso però dirvi una cosa, Forzano ancora una volta inconsapevolmente è riuscito a insegnarmi molto.

È questo uno dei tanti motivi per cui vi consiglio “Come Rocky Balboa”: perché è un libro che insegna.

Buona lettura a tutti.

Enrica Leone

 

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