Ciao Fabrizio, addio ad una persona speciale nel suo essere normale

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Si è spento in ospedale Fabrizio Frizzi.

Più ripeto questa frase meno riesco a convincermi. Eppure, è così. Il “Frizzolone” nazionale non c’è più.

Ci ha provato, ha combattuto come un leone, per sé stesso, per la sua bambina di pochi anni, per sua moglie, per i suoi familiari e anche un po’ per noi pubblico. Quel pubblico che l’ha sempre amato per la sua genuinità e semplicità.

Se ne è andato un pezzo di quella televisione che ogni giorno guardiamo, analizziamo e spesso critichiamo. Fabrizio Frizzi era una persona meravigliosa, simpatica, buona. E se è vero che la frase “Sono sempre i migliori ad andarsene” è spesso un luogo comune, con lui no, è la verità.

Frizzi ci ha regalato serate allegre e spensierate, ci ha divertiti, ha fatto entrare nelle nostre case la sua famosa risata. Risata che se ne va con lui e ci lascia un terribile vuoto dentro.

La malattia che stava combattendo non gli ha dato l’ultima possibilità che di diritto doveva avere: “Sto combattendo, non è ancora finita. Ogni tanto, com’è normale, qualche momento di sconforto può esserci, ma l’affetto della famiglia, del pubblico e degli amici è una luce che illumina tutto. La vita è meravigliosa”. Aveva detto così in un’intervista.

Il volto segnato dalle cure, mascherato da un po’ di trucco, dal suo immancabile sorriso e dalla voglia di vivere. Andava in onda così a L’eredità nell’ultimo periodo. Una boccata di ossigeno in giornate dure.

Da oggi tutto cambia. Ha dato tanto alla Tv, e ha insegnato molto a chi voleva imparare. La sua televisione garbata e pulita la ricorderemo per sempre. Così come ricorderemo lui, un grande uomo che questa vita infame ha deciso di portarci via troppo, troppo, troppo presto.

È una giornata triste per tutti, i commenti nel mondo dei social che sappiamo essere sempre spietati, oggi sono tutti unanimi nell’urlare dolore. Entrare nei bar questa mattina e vedere le persone commentare attonite fa riflettere.

Tutto questo, semmai ce ne fosse bisogno, ci conferma che Fabrizio era una persona speciale nel suo essere normale, e che per quanto non ci si possa mai abituare alla morte, quella di Fabrizio è ancora più sconcertante ed insopportabile.

Ciao Fabrizio, grazie per quello che ci hai donato in 35 anni di carriera. Grazie per i tuoi sorrisi, la tua voglia di metterti in gioco sempre e la tua allegria. Grazie per la tua gentilezza e per avere sempre avuto una parola buona per tutti.

Dopo il dolore, quanto tutto sarà diventato più calmo e avremo imparato a convivere con la tua assenza, forse sentiremo riecheggiare da là su la tua risata contagiosa. Perché se il Paradiso esiste, caro Fabrizio, il tuo posto non può essere che lì.

Grazie per aver combattuto, o per lo meno per averci provato.

Grazie di tutto…a nome di tutta Italia.

Enrica Leone

(Link diretto all’articolo cliccando qui)

 

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