Recensione Libri

Recensione “Lena e la tempesta” di Alessia Gazzola

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Titolo: Lena e la tempesta

Autore: Alessia Gazzola

Casa editrice: Garzanti

Disponibile anche in versione ebook

Voto 10
(solo perché è il voto massimo, ma meriterebbe 100)

Scheda dell’autrice

Alessia Gazzola, medico chirurgo specialista in medicina legale, è nata nel 1982 a Messina. Ha scritto il suo primo racconto all’età di cinque anni e da quel momento non ha più smesso di scrivere, ma L’allieva è stato il primo suo romanzo a essere letto da qualcuno che non fosse la madre. Dai romanzi di Alessia Gazzola è stata tratta la serie tv L’allieva, seguita da milioni di spettatori, con Alessandra Mastronardi e Lino Guanciale, di cui la terza stagione sembrerebbe in cantiere. Alessia ha scritto anche altri romanzi che esulano delle storie di CC e Alice, quello che ci accingiamo a recensire ora e Non è la fine del mondo.

Recensione

Cominciamo dalla trama, la protagonista è Lena, una illustratrice che non crede troppo in sé stessa, senza una commissione stabile, con pochi soldi in banca e tanta sofferenza dentro. Per non parlare della madre, Metella, al quanto particolare e sui generis, e del padre, scrittore di successo che ha abbandonato tutto per andare a vivere con la nuova moglie e il figlio di cinque anni in America.

Pensando di non avere nulla da perdere, ma solo da guadagnare, Lena decide di passare la sua estate sull’isola di Levura, dove suo padre le ha donato la villa di famiglia. Lena è titubante, non rimette piede in quella casa da quindici anni, ma i problemi economici la convincono che l’unico modo per tentare di ritrovare anche l’ispirazione creativa, non solo racimolare qualche euro, sia affittarla per le vacanze e nel frattempo sistemarsi nella dépendance. Così parte alla volta di quell’isola che da adolescente è stata teatro di uno dei momenti più brutti della sua vita.

Sì, Lena ha un segreto che si porta dietro da allora e che volente o nolente ha condizionato tutta la sua esistenza. Non è facile per lei tornare a Levura, in quella casa ogni cosa le ricorda quanto successo. Infatti, nel corso del romanzo si aggiungono dettagli di quella notte del 14 agosto, proprio a seguito di ricordi che riemergono nella sua mente che forse non sarebbero riaffiorati se non fosse tornata.

Passo dopo passo però Lena si apre a quelle quattro mura e trova a modo suo il modo di affrontare i fantasmi del suo passato. Durante questa sorta di esilio Lena compie un suo percorso che la porterà non solo a raggiungere la verità, ma anche a fare cose che mai prima si sarebbe immaginata.

Finalmente il ritorno di Alessia Gazzola, sì lo so, non è passato molto tempo dal suo ultimo libro, ma io ne sentivo assolutamente la mancanza. Ricordiamoci che Alessia è colei che mi ha fatta accostare al mondo dei gialli, sebbene i suoi non siano puri, ma un mix tra giallo e rosa. Per questo le sarò infinitamente grata.

Qui però siamo in un altro modo, non c’è CC (per quanto vederlo fare il bagno a Levura non sarebbe male), non ci sono i disastri di Alice.

Qui c’è invece una storia profonda, scritta benissimo, tra l’altro in prima persona presente. La scelta di questo tempo verbale rende tutto ancora più scorrevole.

Al di là delle scelte linguistiche ho trovato un sorprendente cambio di registro narrativo, un’evoluzione straordinaria dell’autrice. È un romanzo forte, potente, una storia di resilienza pura. Lena è una ragazza a cui la vita non ha risparmiato nulla, anzi, ma nonostante questo riesce a rialzarsi.

Non aspettatevi un romanzo stile “sole, cuore e amore”. NO. È un libro vero, un libro che può benissimo rispecchiare l’IO di molti di noi. Del resto: “Ognuno di noi ha dei segreti. Solo uno è inconfessabile” ed è vero. È esattamente così.

Alessia Gazzola ha dalla sua il fatto di aver scritto un storia, a tratti surreale soprattutto per quanto riguarda la figura di mamma Metella, ma estremamente realistica. Sembra quasi di stare facendo una seduta dall’analista leggendo Lena e la tempesta.

Tutti noi prima o poi dobbiamo attraversare una tempesta interiore, fatta di momenti bui e ricordi difficili da sostenere, ma prima o poi il mare dell’inquietudine si placa e ne usciamo più forti di prima.

La Gazzola ha dichiarato, in una recente presentazione, che Lena e la tempesta è un po’ una sorta di “figlio della colpa”, un libro dove ha messo dentro tante cose, non essendo sicura di volerlo davvero pubblicare.

Beh, in tutta onestà, sono davvero felice che alla fine questo romanzo abbia visto la luce. Di una storia così, credo che ne avessimo tutti bisogno, ci mette difronte ai nostri limiti e alle nostre paure e in qualche modo ci fa affrontare tutto questo.

Non vedo l’ora di leggere i prossimi capolavori di Alessia, pare che presto ne uscirà un altro e io sarà lì, pronta a divorarlo, come sempre.

 

Altri libri dell’autrice recensiti (cliccando sul titolo sarete rimandati alla relativa pagina):

Enrica Leone

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