Recensione I fiori nascosti nei libri, di Silvia Montemurro

Dettagli libro:
AutoreSilvia Montemurro
TitoloI fiori nascosti nei libri
Casa editriceRizzoli

Ci sono libri che non sei tu a scegliere, ma sono loro che scelgono te. È capitato così per I fiori nascosti nei libri, il secondo romanzo che ho letto di Silvia Montemurro. Sapevo che quest’opera non mi avrebbe delusa, come del resto non lo ha fatto La casa delle farfalle.

Sono tanti i protagonisti de I fiori nascosti nei libri, partiamo da Chiara, una ragazza che ama la moda e sogna di diventare una stilista. La incontriamo per la prima volta in viaggio verso Sankt Moritz, pronta a presentare la sua collezione durante una serata in uno degli hotel più lussuosi del luogo. Una tormenta di neve però la blocca e la costringe a Castasegna, a Villa Garbald. Non può certo immaginare che da quell’imprevisto sarebbe stata rivoluzionata tutta la sua vita. La sua strada, dunque, si incontra con quella di Irena, una donna che durante la Seconda guerra mondiale è stata costretta a fuggire dalla Polonia, per tentare di trovare la salvezza in Svizzera.

La sua storia, Chiara, la mette insieme pezzo dopo pezzo, leggendo delle lettere che trova sparse in luoghi nascosti all’interno di questa maestosa Villa che la ospita momentaneamente. Che cosa c’entra Irena con Chiara? Perché sembra che si somiglino così tanto? Entrambe abili con ago e filo, amanti dei fiori e terribilmente simili d’aspetto.

Parte da qui il viaggio verso il periodo della guerra, la fuga, la nuova identità e l’amore di Irena, la sorte che con lei è sempre stata beffarda. E poi i fiori, filo conduttore della sua esistenza. Tutto è legato alla famiglia di Chiara, lei è determinata e vuole scoprire la verità.

E poi ci sono Thomas e suo padre Arold, due uomini misteriosi, ma che sanno molto di più di quello che dicono.

Un romanzo che, ancora una volta, ti cattura. Con un finale sorprendente. Pagina dopo pagina ti appassioni a personaggi, espressioni, volti, luoghi a tal punto che ti sembra di conoscerli da sempre. È una sensazione che già mi era capitata leggendo il precedente piccolo capolavoro della Montemurro. Una penna magica che spero possa non finire mai di sfornare romanzi meravigliosi. 

Enrica Leone

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